
Chi bazzica blog di cucina e pratica giornalmente il "mangiar sano" non sentirà certo il bisogno di soffermarsi su questo post; chi invece ci dovesse capitare per caso, potrebbe incuriosirsi, come successe a me ormai quasi un anno fa, nello scoprire che si può produrre lo yogurt a casa propria, con immensa soddisfazione e grande risparmio. La produzione casalinga mi ha anche risolto il problema, per nulla secondario, di dover spulciar
e ogni volta gli yogurt alla ricerca di determinati coloranti e/o addensanti dai quali devo rigorosamente mantenermia distanza. (Chi soffre di problemi tiroidei, ricordi che l'agar-agar [E406], accidenti a lei, è un'alga ricchissima di iodio facile a incontrarsi in salse, marmellate e yogurt, sotto forma di addensante e di colorante).
E allora come si fa lo yogurt? Intanto ci si compra una yogurtiera. Io ho optato per quella più semplice, senza timer, lucette, interruttori... basta attaccare l'alimentatore alla presa di corrente. Consuma 13W e costa tra i 12 e i 20 euro. L'aggeggio è composto da un contenitore-base riscaldante, da un coperchio e da sette bei vasetti di vetro muniti di tappo. I vasetti io li uso per fare lo yogurt da consumare a colazione o merenda, mentre per fare lo yogurt greco uso una terrina. Occorre poi procurarsi un litro di buon latte intero e uno yogurt bianco, intero pure lui, il più possibile lontano dalla scadenza (potete usare anche latte e yogurt parzialmente scremati, ma lo yogurt risulterà più liquido), un contenitore di vetro o acciaio, una frusta o un cucchiaio (non usate attrezzature di plastica o di legno che potrebbero inquinare lo yogurt) ed ecco che si può iniziare . Prima cosa, lavarsi bene le mani, poi stemperare per benino lo yog
urt nel latte (magari aggiungendolo un poco alla volta), suddividere il tutto nei vasetti e, lasciandoli stappati, mettere il coperchio alla yogurtiera e accenderla. Dopo un lasso di tempo che varia dalle 8 alle 12 ore, il latte assumerà la consistenza di un budino e si potranno quindi tappare i barattoli e metterli in frigo per almeno due ore, dopo di che, voilà, avrete il vostro yogurt, da insaporire a piacere di volta in volta. Da questo momento in poi e per tre o quattro volte, potrete usare come yogurt di partenza una delle vostre creature, anche se, per quanto si stia attenti all'igiene, una cucina casalinga proprio sterile non può essere, quindi io tendo a seguire la filosofia di Piero, partendo ogni volta da uno yogurt industriale di buona qualità.
Per insaporirlo: a me piace da morire con il miele, oppure, come nell'immagine in alto, con della confettura di fragole che mi aveva fatta disperare perchè non addensava, ed ecco che ora la scopro perfetta per addolcire le mie colazioni, oppure me lo gusto puro e semplice, godendomi quel sapore che nessuno yogurt di nessuna grande marca saprà mai imitare.
e ogni volta gli yogurt alla ricerca di determinati coloranti e/o addensanti dai quali devo rigorosamente mantenermia distanza. (Chi soffre di problemi tiroidei, ricordi che l'agar-agar [E406], accidenti a lei, è un'alga ricchissima di iodio facile a incontrarsi in salse, marmellate e yogurt, sotto forma di addensante e di colorante).E allora come si fa lo yogurt? Intanto ci si compra una yogurtiera. Io ho optato per quella più semplice, senza timer, lucette, interruttori... basta attaccare l'alimentatore alla presa di corrente. Consuma 13W e costa tra i 12 e i 20 euro. L'aggeggio è composto da un contenitore-base riscaldante, da un coperchio e da sette bei vasetti di vetro muniti di tappo. I vasetti io li uso per fare lo yogurt da consumare a colazione o merenda, mentre per fare lo yogurt greco uso una terrina. Occorre poi procurarsi un litro di buon latte intero e uno yogurt bianco, intero pure lui, il più possibile lontano dalla scadenza (potete usare anche latte e yogurt parzialmente scremati, ma lo yogurt risulterà più liquido), un contenitore di vetro o acciaio, una frusta o un cucchiaio (non usate attrezzature di plastica o di legno che potrebbero inquinare lo yogurt) ed ecco che si può iniziare . Prima cosa, lavarsi bene le mani, poi stemperare per benino lo yog
urt nel latte (magari aggiungendolo un poco alla volta), suddividere il tutto nei vasetti e, lasciandoli stappati, mettere il coperchio alla yogurtiera e accenderla. Dopo un lasso di tempo che varia dalle 8 alle 12 ore, il latte assumerà la consistenza di un budino e si potranno quindi tappare i barattoli e metterli in frigo per almeno due ore, dopo di che, voilà, avrete il vostro yogurt, da insaporire a piacere di volta in volta. Da questo momento in poi e per tre o quattro volte, potrete usare come yogurt di partenza una delle vostre creature, anche se, per quanto si stia attenti all'igiene, una cucina casalinga proprio sterile non può essere, quindi io tendo a seguire la filosofia di Piero, partendo ogni volta da uno yogurt industriale di buona qualità.Per insaporirlo: a me piace da morire con il miele, oppure, come nell'immagine in alto, con della confettura di fragole che mi aveva fatta disperare perchè non addensava, ed ecco che ora la scopro perfetta per addolcire le mie colazioni, oppure me lo gusto puro e semplice, godendomi quel sapore che nessuno yogurt di nessuna grande marca saprà mai imitare.
























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11 commenti:
Complimenti, come al solito :-)
C'è un altro motivo per cui preferisco usare come innesco un buon yogurt industriale, specie quando faccio lo yogurt probiotico: usando lo yogurt di riporto il mio yogurt diventa via via più acido e meno gradevole.
Immagino che sia perchè i vari tipi di lactobacilli si moltiplicano in modo diverso, e questo viene amplificato ogni volta che si riutilizza il riporto. Sembra che più riusi il riporto, e più cambia la proporzione dei lactobacilli.
Per fare il probiotico conviene leggere bene l'etichetta dell'innesco, ammesso che l'etichetta la racconti tutta e giusta ;-)
Infatti molti probiotici in realtà sono fermentati con lactobacilli "normali" (bulg.+term.) PIU' probiotici, mentre i "buoni probiotici" sono fermentati direttamente con i probiotici (casei/acidoph./ecc.), e probabilmente ne contengono dosi maggiori.
Attualmente uno dei meno peggio mi sembra lo Scaldasole.
BUONE FESTE!
Piero
Da un po' di tempo ho iniziato a usare come innesco gli yogurt Scaldasole, quelli con bulgaricus e temophilus, ottenendo uno yogurt ottimo come sapore e come consistenza. Purtroppo qui ai confini dell'impero non era giunta notizia che esistessero anche gli Scaldasole probiotici, grazie quindi per la segnalazione... appena il capo avrà smaltito i bagordi natalizi, lo costringerò ad una puntatina in città e potrò finalmente lanciarmi nel magico mondo probiotico :) Buone Feste anche a voi!
Sempre grandi lavori!! Io la yogurtiera ce l'ho in garage a prendere la polvere..sono un'inguaribile pigrona, ma chissà!!! Elga
Hai mai provato a fare lo yogurt con la lampadina nel forno? Viene eccezionale.
Il concetto è semplicissimo e ben spiegato sul sito http://www.gennarino.org/yogurt.htm
Io come innesco iniziale ho usato le spore di Kefir in polvere che si trovano in erboristeria e un vasetto di yogurt contenente il "Bulgaricus"
Viene una squisitezza densissima senza scolarlo...
Ciao
Lo yogurt nel forno non l'ho ancora provato, ma prima o poi mi cimenterò, posto ci stia un litro di yogurt in un miniforno de longhi :) Interessante l'innesco con il kefir e ancora più interessante che tu lo abbia trovato in erboristeria.... me lo avevano spacciato per introvabile. Troverò sicuramente il modo di sperimentare, grazie infinite :)
Il Kefir di cui parlo io non è quello dei "funghi" tornato in voga negli anni '80 per fare la famosa bevanda di frutta fermentata, è un'altro "ceppo", forse meno famoso.
Quello dei funghi, in effetti, non si riesce a trovare, io ho scoperto quest'altro proprio mentre ero alla ricerca di quello... e l'ho trovato più interessante.
Lo vendono in una boccetta di vetro o plastica, è una polverina biancastra.
Purtroppo non mi ricordo la marca perchè lo acquistai circa 2/3 anni fa, quando ancora avevo un figlio solo e trovavo il tempo per fare lo yogurt... (ora ne abbiamo 3... di figli naturalmente).
PS in effetti nel forno De Longhi non credo centri tutto l'accrocchio...
OPS: Leonidas Maloone sono sempre io, El Pinacomedier, qullo era il mio pseudonimo di un tempo, credevo di averlo cancellato.... ciao
Grazie per le tracce... sarà un piacere approfondire :)... (e complimenti per i tre figli)
grazie! ho inziato un blog che mi piacerebbe usare come luogo di confronto (con me stessa inprimiis!) sul tema dei comportametni ecosostenibili in una casa con quattro bambini.....
Una domanda: che scadenza ha lo yogurt preparato in casa, più o meno?
Non so dire con certezza la durata, credo comunque che fino a 8/9 giorni si possa stare tranquilli. I miei sette vasetti li consumo sempre nell'arco della settimana, ma nulla proibisce, in caso di consumi inferiori, di produrne mezzo litro per volta (4 vasetti scarsi)
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