Seguici su Google+ ❉ ❀ ❁ Senza perdere la tenerezza ❁ ❀ ❉: Il mio primo pane con la planetaria

giovedì 24 novembre 2011

Il mio primo pane con la planetaria

 
E così l'ho fatto! A dire il vero questo sarebbe il secondo, ma il primo avevo dimenticato di fotografarlo così ho rimandato la pubblicazione. Ad esser sincera ero un po' preoccupata, perché ovunque cercassi in rete, le modalità di preparazione del pane con la planetaria mi parevano  un ostacolo insormontabile, tanto che già pensavo di aver fatto una grossa sciocchezza a spenderci dei soldi. Poi ho pensato che forse è ora di smettere di credere che per fare il pane occorra qualcosa di più di farina, lievito e acqua e che, certo, non sarà come quello di Bonci o del fornaio sotto casa, ma cinque anni di panificazione non sono mica trascorsi invano e qualcosa si è imparato. Un po' come immagino sia successo alle mie immense progenitrici, che hanno impastato pane per secoli, senza avere la minima idea di cosa fosse una farina di forza piuttosto che l'incordamento... mescolavano, impastavano e con l'esperienza miglioravano. Così, persa alla ricerca delle mie radici contadine mi sono messa all'opera e ho scoperto che, come diceva nonna, 'l diao a l'è pà brut coma lo fàn...


Ingredienti:
  • 200 g di farina 0
  • 200 g di farina integrale
  • 200 g di semola rimacinata di grano duro
  • 370 g di acqua fredda 
  • 1,6 g di lievito di birra disidratato (6 g se fresco)
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 8 g di sale
 
Nel cestello dell'impastatrice ho messo tutta l'acqua, il lievito, lo zucchero e circa metà della farina. Ho montato il gancio a foglia e avviato iniziando a velocità 1 per poi aumentare a velocita 2. A mano a mano che la farina veniva assorbita dall'acqua ne aggiungevo un cucchiaio. In ultimo ho unito il sale e impastato fino a quando la massa a cominciato ad avvolgersi morbidamente sulla foglia (ci sono voluti circa 5 o 6 minuti). A questo punto ho montato il gancio per impasti duri e continuato a impastare a velocità 3 per altri 5 minuti. Quando mi è parso di vedere qualcosa di molto simile all'incordamento,  ho fermato la macchina, estratto l'impasto e posto in una ciotola unta di olio coperta con un tovagliolo inumidito. La lievitazione, in forno a luce accesa, è durata 7 ore. Trascorso il tempo ho estratto l'impasto dalla ciotola, ho praticato due giri di pieghe , avvolto in un tovaglio infarinato e messo a lievitare in un cestino di vimini per 20 minuti. Intanto ho portato il forno a 250° inserendo sul fondo una ciotolina con dell'acqua. Al momento di infornare ho abbassato la temperatura a 200° e cotto la pagnotta su pietra refrattaria per 50 minuti.


La ricetta in PDF



Licenza Creative Commons
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7 commenti:

  1. Mamma mia come ti è venuto bene! POi con l'acqua che avete a Limone sarà buonissimo! Buona giornata Nani

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  2. e ti è venuto bellissimo....con una gran bella alveolaturA!! :) un abbraccio

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  3. @ Nani e Lolly, grazie :) Sì, ne sono rimasta soddisfatta ^_^

    @ Lo, però prima o poi voglio ritentarla la pasta madre ;)

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  4. Sì ma è obbligatoria la pietra refrattaria?

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    1. No Oceano, non è obbligatoria, ma usandola il pane migliora.

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  5. Ho seguito le tue dosi alla lettera perché vorrei arrivare al tuo stesso risultato, ma ho un problema non so ha quale temperatura devo lasciare l'impasto a lievitare; una temperatura di 35° secondo te può andare bene? ciao Carlo.

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    1. Ciao Carlo. L'impasto lo metto a lievitare nel forno spento con la lucetta accesa ... non so dire a che temperatura arrivi, ma potrebbe essere intorno ai 35°. Buon pane! :)

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